Prina: «Pochi asili nido, stato e regione devono fare di più»

L’impegno del candidato alla Camera per le giovani famiglie

“Sostegno alle nuove famiglie per un’Italia che guarda al futuro”. La proposta di Francesco Prina, candidato al collegio uninominale di Abbiategrasso per la Camera dei deputati, è chiara: potenziamento degli asili nido e maggiore spesa per il sociale.

“Se dovessi scegliere un obiettivo per la prossima legislatura non avrei dubbi: aumentare le risorse destinate al sociale a sostegno delle nuove famiglie – ha dichiarato Prina -. In questi quattro anni da parlamentare ho avuto modo di toccare con mano i bisogni dell’Est Ticino e le criticità che affliggono il nostro Paese: ho deciso di accettare la sfida della candidatura anche per questo, con l’intenzione di portare avanti il lavoro iniziato e segnare la strada per le generazioni a venire”.

Negli ultimi anni, i servizi per l’infanzia offerti da Regione Lombardia hanno subito un calo del 5,6 per cento (dati: Éupolis Lombardia). L’ “eccellenza lombarda” si ferma infatti al quarto posto della classifica nazionale. I dati riguardanti l’Est Ticino sono in linea con quelli regionali: calo della spesa e della natalità. Prina, già membro della commissione per l’Infanzia e l’adolescenza della Camera, ha un piano preciso: “Aumentare il numero dei posti disponibili negli asili nido deve essere la priorità nazionale e regionale: non è possibile che alcuni bambini non possano accedervi per limitazioni numeriche o per via dei costi elevati – ha dichiarato il candidato del centrosinistra-. La Regione guidata dal centrodestra destina il 25 per cento delle risorse destinate alla Sanità a soggetti privati. Di questi 4 miliardi di euro, a mio avviso, 1 miliardo dovrebbe essere destinato a un fondo sociale e a nuovi servizi per le donne e le giovani coppie compresa la costruzione e gestione degli asili nido”.

Ad oggi, gli asili nido pubblici di Regione Lombardia possono ospitare solo il 25 per cento dei bambini nella fascia di età tra i 0 e i 3 anni. “L’obiettivo, così come dichiarato nel programma di Giorgio Gori, è arrivare almeno al 33 per cento – spiega Prina -. Non è possibile che le giovani famiglie siano frenate da impedimenti come questo: a loro e alle giovani donne occorre dare la possibilità di mandare i figli all’asilo, di lavorare, di fruire di servizi efficienti. Il mio impegno è massimo. Ho lavorato in commissione Infanzia e Adolescenza con questo obiettivo e sarà mio compito portare queste necessità all’attenzione del Parlamento e del Governo, per un’Italia che sia pronta ad accogliere le nuove generazioni e favorisca l’occupazione femminile, in linea con gli standard europei”.