Discussa in aula la mozione sulla “Carta di Milano”

Mercoledì 8 aprile 2015 è stata discussa in aula alla Camera la mozione sulla “Carta di Milano”, di seguito il video e il testo del mio intervento:

Grazie Signora Presidente. Onorevoli colleghi, Signor Ministro, rappresentanti del Governo;

la Carta di Milano, vuol essere un «patto sul cibo» da consegnare al pianeta per vincere la sfida alimentare globale. La sfida che assumiamo e che dobbiamo vincere deve essere L’ assunzione di responsabilità degli Stati e dei cittadini di tutto il mondo per garantire il diritto a un cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti.

La Carta di Milano nasce da un percorso di ricerca tra le diverse culture globali sul tema di Expo 2015 «Nutrire il Pianeta energie per la vita», avviato dal Laboratorio EXPO nel 2013 e proseguito fino al febbraio scorso a Milano nel’«Expo delle Idee» (Idee quali: sviluppo tra equità e sostenibilità, la cultura del cibo, l’agricoltura gli alimenti e la salute per un futuro sostenibile, la città umana e i futuri possibili tra smart e slow city;) la versione finale della carta sarà presentata al pubblico il 28 aprile, su iniziativa del Ministro Martina, il 4 Giugno, sarà condivisa e sottoscritta dai 147 ministri dell’agricoltura presenti all’EXPO e il 16 ottobre, consegnata al segretario generale dell’Onu.

La Carta rappresenta un percorso dal basso verso l’alto: i cittadini, la società civile e le imprese saranno i veri protagonisti. Sottoscrivendola, assumeranno precisi impegni contro lo spreco alimentare, per l’alimentazione sostenibile, per il diritto alla nutrizione, contro l’uso scorretto del suolo e delle risorse naturali e saranno loro a chiedere ai Governi e ai Parlamenti di tutto il mondo di assumere ulteriori impegni, giuridici e politici, puntualmente indicati dalla Carta; in questo senso la Carta rappresenta un nuovo modello del tutto innovativo di «protocollo» per il cibo: non sono i Governi a imporre dall’alto gli impegni, ma sono cittadini, società civile e imprese a impegnarsi in prima persona e a chiedere ai Governi di raggiungere gli obiettivi del Millennio; sostenendo la Carta di Milano, il Governo italiano fa propria la sfida di un sistema alimentare globale sostenibile attraverso azioni mirate a combattere lo spreco di cibo, favorire l’agricoltura sostenibile e contrastare fame e obesità.

L’agricoltura può divenire un’importante prospettiva di futuro per il nostro pianeta, sul piano economico, ambientale, culturale e sociale, solo se cibo e produzione si mettono in stretta relazione, privilegiando le numerose pratiche agricole ecosostenibili e favorendo l’agricoltura multifunzionale; il cibo che si mangia, il modo in cui lo si produce, gli effetti sul nostro pianeta. Questi sono i temi di Expo 2015 e su questi temi tutto il mondo è chiamato a dare un contributo. L’attuale sistema alimentare globale ha tre grandi paradossi riguardo il cibo: un numero elevatissimo di persone non vi hanno accesso, un terzo della produzione nel mondo alimenta gli animali e una quota crescente dei terreni agricoli produce biocarburanti per alimentare le auto. Inoltre, a fronte di quasi un miliardo di persone al mondo che patiscono la fame, circa un miliardo e mezzo soffre le conseguenze dell’eccesso di cibo. Ogni anno si registrano 36 milioni di decessi per assenza di cibo e 29 milioni di decessi per eccesso di cibo e purtroppo ogni anno viene sprecato un terzo della produzione alimentare globale;

Nei Paesi in via di sviluppo le perdite più significative si concentrano nella prima parte della filiera agroalimentare, a causa dei limiti nelle tecniche di (coltivazione, raccolta, trasporto e conservazione). Nei Paesi industrializzati invece, la quota maggiore degli sprechi avviene nelle fasi finali della filiera agroalimentare (consumo domestico e ristorazione);compito di Expo è fornire valide risposte alle domande: “se la crescita esponenziale dell’accaparramento delle terre”, “se l’intensificazione dell’ uso di fertilizzanti e pesticidi”, “se l’introduzione di organismi geneticamente modificati”, siano gli strumenti migliori per sfamare il mondo oppure se sia nostro dovere, rendere l’intera filiera del cibo, inclusi gli stili di vita alimentari, più efficienti e sostenibili;

Assunto l’obiettivo di nutrire tutto il pianeta, l’acqua quale bene comune, è destinata a diventare strategica quanto il petrolio, se non di più. Consapevoli che i produttori di cibo sono i maggiori consumatori d’acqua potabile, diventa obbligo la priorità di ridurre l’impronta idrica degli alimenti. Consapevoli che la sicurezza e l’educazione alimentare sono importanti per il futuro, la dieta mediterranea, patrimonio culturale immateriale dell’Unesco, è un vero e proprio stile di vita e va valorizzata e in tale contesto, le indicazioni geografiche DOP e IGP sono fondamentali per tutelare il made in Italy e rappresentano per la nostra economia un fatturato di circa 7 miliardi di euro; Tuttavia la contraffazione dei prodotti alimentari è una minaccia per la sicurezza dei consumatori e un danno per le imprese del settore, i prodotti “Italian sounding” abbondano sui mercati internazionali, in particolare sui prodotti di alta qualità; Infine e purtroppo, dobbiamo constatare che il business dell’agromafia fattura in Italia parecchi miliardi di euro, offrendo alla criminalità organizzata denaro da riciclare.

La carta di Milano, sia il luogo d’assunzione d’impegni di buone pratiche e modelli sostenibili della politica agricola volte alla trasparenza;

Signora Presidente, onorevoli colleghi, il Partito Democratico con questa mozione, impegna il Governo: ad assumere il diritto al cibo come un diritto fondamentale, valutando l’opportunità per inserirlo nella Carta costituzionale; ad adoperarsi affinché la Carta di Milano sancisca un «patto per il cibo» che sia una reale assunzione di responsabilità da parte degli Stati per garantire il diritto a un cibo sano, sicuro e sufficiente per tutti, prevedendo, in particolare, i seguenti impegni: ad individuare un meccanismo che dia ai Governi ed ai loro sistemi agroalimentari il raggiungimento di risultati dichiarati in modo trasparente, e che ogni singolo Paese li comunichi all’Ocse per essere monitorati e giudicati dai cittadini; a contenere la riduzione del consumo di suolo quale Bene Comune, in modo da limitarne l’impermeabilizzazione. Incrementare le politiche alimentari in modo da concentrare l’attenzione sulle funzioni ambientali ed agricole del suolo piuttosto che sugli usi urbanistici, per il contrasto al dissesto idrogeologico e per la produzione di cibo; ad incrementare le risorse per la ricerca scientifica in agricoltura, per i migliorare la produttività agricola nell’ambito della biodiversità. a predisporre politiche agricole a sostegno dell’agricoltura contadina familiare, dei modelli di aziende biologiche ed ecosostenibili; a promuovere anche l’agricoltura urbana attraverso la creazione di orti urbani; ad implementare le esperienze di agricoltura sociale, multifunzionale, rivolte ai giovani ed alle donne, anche attraverso l’istituzione di banche dati nazionali delle terre incolte e abbandonate; a promuovere azioni educative nella scuola sulla base di tre assi principali quali: (qualità del cibo-dieta) (spreco di cibo) e (salute); a favorire lo sviluppo di accordi di filiera corta tra agricoltori, produttori e distributori, rendere il consumatore consapevole dello spreco ed istituire la «settimana della dieta mediterranea» coinvolgendo le scuole; Ed in fine a modificare le direttive dell’Unione Europea negli appalti pubblici, prevedendo, misure premiali per le aziende biologiche nella ristorazione delle mense scolastiche.

Signora Presidente, onorevoli colleghi, vorrei concludere il mio intervento con la citazione non di qualche illustre intellettuale, ma con uno slogan della cultura più costruttiva che ha accompagnato la fine del secolo scorso: “pensare Globalmente e agire Localmente”. Uno slogan “metodologico” che è diventato “il contenuto” di un’ideale ancora oggi attualissimo e presente nella Carta di Milano. La carta di Milano infatti sarà l’eredità culturale di EXPO 2015 e farà in modo che questa esposizione internazionale non sia solo una fiera che finisce il 30 Ottobre; solo se i cittadini, le associazioni, i movimenti e le le imprese della società civile pensando ai suoi obiettivi “globali”sapranno agire e vigilare sulle buone pratiche “locali”.