Il Capo dello Stato

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

È di dominio pubblico la volontà del Presidente Napolitano di dimettersi da Capo dello Stato dopo il semestre di presidenza Dell’Unione Europea e dell’approvazione di una nuova Legge elettorale.
A metà del prossimo mese, con un probabile preludio nel discorso di fine anno a reti televisive unificate, Napolitano, uno dei più grandi Presidenti della nostra Repubblica, coerentemente con l’assunzione di responsabilità che gli è propria, darà le dimissioni.  Dopo 15 giorni, i grandi elettori si troveranno a Montecitorio per eleggere il/la nuovo/a Presidente della Repubblica.

Oltre ai 50 anni previsti dalla costituzione, quali sono le caratteristiche che deve avere il/la nuovo/a Capo dello Stato ?
Innanzitutto penso che debba avere una grande credibilità personale sia all’interno del nostro Paese che a livello internazionale.
A rappresentare il Paese e guidarlo nei momenti delicati, certamente va individuata una persona di alto spessore culturale e morale ma in questo momento storico particolare per l’Italia, abbiamo bisogno di un/a esperto/a di economia e welfare.

Come è risaputo il Presidente della Repubblica è il capo della Magistratura, nomina il Capo del Governo ed i Ministri, scioglie le Camere ed indice nuove elezioni, oltre ad avere forte influenza sull’attività parlamentare. È un’istituto che ha funzionato bene, di garanzia, dall’origine della Repubblica fino ai giorni nostri e a nessuno verrebbe in mente di modificarlo. Nei momenti politicamente difficili è stato il punto fermo intorno a cui tutto il paese ha guardato con fiducia. Oltre all’unità dello Stato, ancora oggi, nonostante il basso indice di fiducia della politica, presso i cittadini Italiani la Presidenza della Repubblica riscuote un alto indice di gradimento e di fiducia.

Allora il Parlamento ed i delegati regionali eleggano una persona il più condivisa possibile. La politica democratica ha bisogno di una proposta, il Partito Democratico, è di maggioranza relativa, può e deve farla dopo aver al suo interno discusso dei criteri e deciso chi sostenere.
Diversamente dalla volta precedente però, dovrà essere unito e compatto e non presentarsi diviso per bande. Una proposta unitaria che sappia aggregare il consenso di altre forze politiche ricercate a 360 gradi. Sarà l’occasione per dimostrare al Paese che siamo davvero una forza di Governo capace di determinare la svolta che l’Italia aspetta da vent’anni sia nel Governo (come stiamo dimostrando) che nella persona che la sappia degnamente rappresentare nelle grandi sfide della modernità che ci aspettano.

Foto: www.quirinale.it