In Europa, ancora più uniti

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La Fontana di Trevi a Roma, illuminata coi colori della bandiera del Belgio

Sono molti in questi giorni ad indicare nell’aumento delle capacità del livello di scambio di informazioni tra Stati, il requisito essenziale per combattere il terrorismo, tesi sostenuta fortemente nelle ultime ore anche dal Ministro della Giustizia Orlando. Tra gli obiettivi del terrorismo c’è quello di diffondere la paura, partendo dai luoghi della quotidianità, un teatro, un bar, in metro o l’aeroporto, alimentando in noi quella sensazione che ci porta a dubitare di tutto e di tutti. A questa condizione noi non dobbiamo assolutamente cedere. Le piazze che abbiamo visto in questi giorni piene di colori e messaggi di speranza sono una straordinaria risposta, ma queste vanno accompagnate da azioni, frutto di scelte politiche. Gli sforzi diplomatici internazionali, messi in atto per trovare una stabilizzazione nel Medio Oriente si stanno dimostrando deboli, ma il dialogo e i tentativi di cooperazione vanno comunque sostenuti. In questa instabilità, purtroppo, Daesh si insidia, conquistando porzioni di territori e portando avanti le follie che le sono proprie. Non bisogna dimenticare che i confini più prossimi a quelle zone sono i nostri, e con “nostri” intendo europei. Ecco perché, come forze progressiste, uno dei primi compiti sarà quello di insistere per la creazione di un servizio di intelligence comune e di un controllo unitario delle frontiere, non lasciando alle destre e agli estremismi la possibilità di minare il grande progetto di integrazione europea.