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Francesco Prina interroga l'assessore Cattaneo: "LA TERZA PISTA E' VERAMENTE NECESSARIA? RIVEDIAMO IL PIANO D'AREA ORMAI SORPASSATO DAL NUOVO SCENARIO"
VALUTAZIONE REALE DEL MERCATO, RISPETTO DELLE COMUNITA' LOCALI E DELL'AMBIENTE, OCCUPAZIONE, INTERMODALITA', LEGALITA' : Francesco Prina richiama l'attenzione di Consiglio e Giunta regionale sulle azioni concrete e virtuose per lo scalo della brughiera e per il territorio che lo comprende

Martedì 29 giugno presso la nuova struttura "Volandia" sotto Malpensa è approdato il Consiglio regionale della Lombardia per dibattere sullo sviluppo dell'aeroporto.
Il progetto di un grande hub internazionale, la crisi economica, il fallimento di Alitalia, le questioni occupazionali, le prospettive di sviluppo sono state le tracce del dibattito istituzionale.
La Giunta regionale intende andare avanti, in accordo con Sea, con il progetto di Terza Pista per Malpensa. Terza pista che coinvolge i nostri territori.
"Il volume di traffico aereo su Malpensa è ben lungi da quanto previsto negli anni addietro e dal picco registrato nel 2007 (500.000 tonnellate di merce e 34 milioni di passeggeri). Anche se l'aeroporto nel suo complesso ha saputo evitare il peggio, vedendo comunque una buona tendenza dopo il crollo del 2008 – con incrementi costanti di circa il 5% annui – ritengo che tutto il Piano d'Area e di Sviluppo di Malpensa necessiti di una rivisitazione alla luce delle mutate condizioni e della giusta valutazione dell'integrazione con gli altri scali del Nord, anche fuori Lombardia.
L'ipotesi di una Terza Pista va verificata attentamente sotto il profilo dell'impatto ambientale, soprattutto per la salvaguardia del Parco del Ticino, dei Comuni limitrofi e del territorio in prossimità dello scalo; va inoltre studiata la domanda di traffico reale da qui ai prossimi 20 anni. Allo stato attuale è necessario fare delle comparazioni a livello europeo per evitare di consumare altro territorio in modo sconsiderato.
Se l'aeroporto di Heathrow di Londra con due piste può gestire 66milioni di passeggeri, perché Malpensa – che nell'ipotesi ottimistica di mantenimento della tendenza attuale arriverebbe a circa 40 milioni in 10 anni – deve dotarsi di una terza pista?
E' opportuno verificare tutte le problematiche ambientali, economiche e sociali ed anche le questioni di carattere tecnico (che fine faranno la torre di controllo del Terminal 1, i raccordi , le bretelle e l'attuale pista left?) per evitare di sbagliare come è successo in passato".
Una riflessione merita poi l'attuale mercato dei voli, il traffico Low Cost in particolare che sta rivelandosi la risposta più efficace alla domanda di spostamento aereo: "Il sistema hub classico come lo conosciamo e come disegnato dall'ormai inattuale Piano d'Area non ha più senso. Oggi ancor più è invece opportuno intraprendere azioni di sistema tra i diversi scali lombardi e gli altri del Nord Italia. Sea, attraverso il progetto Airport Driven Hub può certamente favorire un nuovo modello di sviluppo aeroportuale più adatto alle esigenze di utenti ed operatori.
Ritengo indispensabile aprire un confronto a tutto campo su un'ipotesi di sviluppo aeroportuale proiettata a medio e lungo termine stabilendo un assetto dei volumi di traffico tra Linate, Malpensa, Orio al Serio e Montichiari (i quattro aeroporti lombardi) che devono essere collegati in modo veloce ed efficiente con moderni mezzi di collegamento privati e pubblici su gomma e ferro, realizzando concretamente l'eccellenza della intermodalità. Ciò è auspicabile anche in vista di Expo 2015.
La questione del territorio, sotto il profilo ambientale e sociale, è di fondamentale importanza. La funzione pubblica (regionale, provinciale e dei comuni) deve attentamente programmare, controllare e verificare in modo puntuale lo sviluppo interno ed esterno al recinto aeroportuale affinché la crescita delle attività indotte sia realizzata nella piena legalità degli strumenti di pianificazione previsti".
Un ulteriore sollecitazione da parte del consigliere corbettese è quella attorno alla questione della legalità delle attività proliferanti attorno all'aeroporto: dalla questione dei parcheggi non legittimi a quella delle cave. |