Per il PD è il momento di una Formazione Popolare e Diffusa

La mia riflessione sull’incontro che si è tenuto mercoledì 25 febbraio tra i parlamentari del PD presso la Sala Berlinguer della Camera

Sede PD, Largo del Nazareno
Sede PD, Largo del Nazareno

Un’iniziativa politica che ha avuto come unica finalità quella di unire il Partito Democratico, valorizzare e mantenere la leadership del Segretario – Premier Matteo Renzi, promuovendo idee e progetti da fornire alla democratica ed approfondita discussione interna al Partito, al Gruppo Parlamentare ed al Governo.
Al primo incontro, l’introduzione di Matteo Richetti, poneva correttamente i seguenti ambiti tematici da condividere ed approfondire:

  • Il Partito;
  • Il Gruppo parlamentare;
  • L’azione del Governo;

Tra gli altri interessanti interventi, Graziano Del Rio, poneva la saggia riflessione dell’attuale situazione del Partito e la sua difficoltà ad essere soggetto interessante e propositivo a livello territoriale per le moltitudini e soprattutto per le giovani generazioni.
Riprendendo questo tema, il mio intervento, focalizzava il fatto concreto che la trasmissione della visione politica “Renziana”, oggi, inverte l’esperienza classica delle generazioni degli anni 60’/70’, “che abbiamo inteso da rottamare” basata sulla: “Formazione per l’Azione Politica”.
Con Renzi e la sua forte leadership (che noi intendiamo mantenere il più lungo possibile) è “l’Azione Politica che fa la Formazione”!
È Lui e la sua capacità comunicativa dell’azione politica innovativa e di cambiamento che affascina i nostri figli! Questa dinamica, funziona bene e riesce a dare i suoi effetti positivi nel breve periodo, (che noi vorremmo indicare nel doppio mandato) ma non può durare nel lungo periodo e soprattutto per “il dopo Renzi”. A San Rossore infatti, lo stesso Segretario, ai Boy Scout, ha detto apertamente che il tempo per la rottamazione è iniziato anche per lui, essumendosi il coraggio del Passo dopo Passo.
Il nuovo modello di politico che abbiamo in mente e che proponiamo richiede di cambiare atteggiamento verso la politica e la trasmissione del grande senso che in essa è racchiuso.
Il Partito Democratico, con una marcia in più rispetto alle altre aggregazioni politiche, per una struttura da “corpaccione” che ancora è basata sui vecchi circoli, messa in crisi dal movimento innovativo “Renziano” della moderna comunicazione del fare politica, oggi più che mai deve porsi due domande:
Perchè un/a cittadino/a (soprattutto giovane) oggi deve iscriversi ad un circolo territoriale del Partito Democratico?
Quando il Partito Democratico finalmente deciderà di dotarsi di un grande ed ambizioso progetto di formazione “popolare” (inteso come diffuso) alla politica? E non elitario come ha fatto da quando è nato otto anni fa?
Queste due domande, contengono un’ansia, quella educativa, della trasmissione di una politica rinnovata, sana, ispirata ed adeguata ai tempi ma che sappia interagire virtuosamente con i territori di tutto il Paese Italia ed aiutarlo a ritrovare il senso duraturo del fare politica con Noi e senza di Noi. Ovviamente con le modalità e gli strumenti innovativi della comunicazione moderna.