Prina: «La mia sfidante ha scelto Lecco, io lavoro per il territorio»

“Totale disinteresse per questo territorio: con quale faccia si candida qui?”: le parole di Francesco Prina, candidato al collegio uninominale di Abbiategrasso, sono chiarissime e indirizzate alla sua più diretta sfidante. “Io sono la candidata di Lecco e io sarò il parlamentare dei lecchesi” ha infatti detto Michela Brambilla, candidata di Forza Italia, in un’intervista rilasciata a Il Giorno.

“Oggi dai giornali apprendo che la mia competitor afferma di voler puntare tutto su Lecco e rappresentare il lecchese in Parlamento – ha dichiarato l’Onorevole del Partito Democratico -. Bene, significa che ha scelto di dichiarare sin dall’inizio il suo obiettivo: tornare alla Camera dei Deputati senza rappresentare l’Est-Ticino e i paesi dell’Abbiatense, Magentino e Castanese. A lei, evidentemente, non interessa. Ora sono ancora più convinto che gli elettori dell’Est Ticino sceglieranno di mandare in Parlamento uno di noi a difendere i nostri interessi a Roma. Diversamente, non ci sarà nessuno a farlo”.

Un mese esatto separa i candidati dal giorno delle elezioni, il prossimo 4 marzo. Ma la sfida è già entrata nel vivo. Prina, già sindaco di Corbetta e consigliere regionale, ha aperto il proprio comitato elettorale non più tardi di una settimana fa. “Una giornata di festa e di entusiasmo, ricca di giovani e proposte per il futuro – dichiara Prina -. Con questo gruppo possiamo puntare a un ottimo risultato. Gli elettori hanno davanti una scelta chiara: scegliere un rappresentante del territorio, che negli anni si è battuto per l’Est Ticino e ha il 95 per cento di presenze in Parlamento, oppure una candidata paracadutata qui dai partiti, che ha preso parte solo all’uno per cento delle votazioni”.

Infine, un appello ai cittadini: “Il prossimo 4 marzo, al collegio uninominale maggioritario di Abbiategrasso, vota e fai votare Prina Francesco. Lo ha detto anche Michela Vittoria Brambilla: lei è interessata a rappresentare solo gli interessi del lecchese e non quelli del nostro territorio! Per mandare l’Est Ticino in Parlamento, basta un voto in più del suo!”.