Riflessione di fine anno, a 360°, e un augurio!

Cara amica, caro amico,

è chiaro che dopo l’esito referendario questa legislatura ha finito la sua spinta propulsiva. Si andrà ad elezioni anticipate ma prima il Parlamento dovrà omogeneizzare le leggi elettorali di Camera e Senato.

Questo è l’indirizzo che il Capo dello Stato ha espresso alle forze politiche a cui si aggiungono gli inderogabili impegni internazionali e la ricostruzione dei territori colpiti da terremoto, e proprio per questi motivi la necessità per il nostro Paese di avere un esecutivo nel pieno esercizio delle sue funzioni la cui guida è stata affidata a Paolo Gentiloni, dopo un crisi di governo risolta in sole 48 ore.

“Elezioni subito!” è lo slogan urlato da alcuni partiti e movimenti in questi giorni. Come detto a più riprese il Partito Democratico non ha paura della democrazia, anzi, una direzione permanente prima e un’assemblea nazionale domenica scorsa, sono la dimostrazione che c’è in noi la consapevolezza di aver commesso alcuni errori, errori che però non pregiudicano la bontà delle tante riforme realizzate in questi mille giorni di Governo guidato da Matteo Renzi.
La scelta della fiducia al nuovo esecutivo poi, è la dimostrazione del rispetto che abbiamo per le istituzioni. Il voto con gli strumenti normativi attualmente in vigore produrrebbe ulteriori periodi di instabilità e incertezza politica che il nostro Paese ha già conosciuto e che non può più permettersi.

Molta preoccupazione destano invece le ultime dalla Capitale dove al mal governo sopraggiungono notizie di indagini e arresti verso persone a cui la Sindaca Raggi aveva affidato ruoli strategici, da più parti gli erano arrivati inviti alla prudenza, ma a nulla sono serviti, anzi, venivano da lei difesi ad oltranza.

A tal proposito mi preme porre l’accento sulle profonde differenze che contraddistinguono il Partito Democratico dal M5S, ed in particolare sul tema della trasparenza. Il PD anche nella fasi più critiche della sua storia (come quella che stiamo vivendo in queste settimane) non ha mai rinunciato ad aprire la propria discussione.
Sia l’ultima direzione (delicatissima) che l’assemblea nazionale erano in diretta streaming Facebook, su l’Unità.tv e riprese dai principali canali di informazione, insomma, tutti potevano ascoltare cosa stesse accadendo.
I leader del M5S invece, ci hanno abituati ad un continuo sfuggire alle telecamere, ad uscite dal retro dei “palazzi”, a piccole riunioni nell’albergo che ospita Grillo, a conferenze stampa dove la Sindaca Raggi, per esempio, si limita a rilasciare una dichiarazione senza possibilità di domande da parte dei cronisti. Non si può proclamare la trasparenza e poi rinunciarvi quando non conviene, se la si annuncia poi deve esserci, sempre!

Un’altra profonda differenza sta nello stile degli eletti. Beppe Sala, Sindaco di Milano e della Città Metropolitana si è auto-spseso appena venuto a conoscenza, dalle cronache giornalistiche (modo inopportuno a mio giudizio), di un’indagine a suo carico. Non era un atto dovuto lo ha fatto per non coinvolgere l’ente che rappresenta, e per questo, prima di ritornare ad esercitare nel pieno le sue funzioni (come consigliatogli da un appello firmato da oltre 400 sindaci), ha voluto vederci chiaro (qui il suo post). Sala è si è comportato da gran signore, una vera lezione di stile la sua!
A Roma invece si fa finta di nulla, arresti e indagini non hanno prodotto un’azione che possa definirsi politica, si sostituiscono le pedine del “raggio magico” con un palese commissariamento dall’alto; nel mezzo i romani e la nostra Capitale che non trovano pace e alternativa a questo mal governo.

Ci accingiamo a vivere le feste natalizie, che quest’anno sono state anticipate da episodi terribili, il terrorismo ha colpito ancora nel cuore dell’Europa, lo ha fatto in un luogo della normalità, come i mercatini natalizi di Berlino. Non permetteremo a chi vuole infondere morte e terrore di dividerci come europei, e per questo dobbiamo auspicare tutti una risposta unitaria.
In questo periodo in particolare voglio rivolgere lo sguardo e il cuore verso coloro che stanno subendo le ingiustizie di una guerra, penso ad Aleppo ad esempio, dove, tutti, abbiamo fallito.

Permettimi ora di rivolgere a te e ai tuoi cari un augurio di buon natale e felice anno nuovo con le parole di un profeta del nostro tempo sul significato della politica, Don Tonino Bello:

Don Tonino Bello
Don Tonino Bello

“… Penso che il credente, oggi più che mai, debba accettare il rischio della carità politica, sottoposta per sua natura alla lacerazione delle scelte difficili, alla fatica delle decisioni non da tutti comprese, al disturbo delle contraddizioni e delle conflittualità sistematiche, al margine sempre più largo dell’errore costantemente in agguato.
La politica è, poi, ‘arte nobile’. Nobile perché legata al mistico rigore di alte idealità. Nobile, perché emergente di incoercibili esigenze di progresso, di pace, di libertà. Nobile, perché ha come fine il riconoscimento della dignità della persona umana nella sua dimensione individuale e comunitaria.
La politica è, infine, ‘arte nobile e difficile’. Difficile perché le sue regole non sono assolute e imperiture. Sicché, proprio per evitare i rischi dell’ideologia, vanno rimesse continuamente in discussione. Difficile, perché esige il saper vivere nella conflittualità dei partiti, contemperando il rispetto e la lotta, l’accoglimento e il rifiuto, la convergenza e la divaricazione. Difficile, perché richiede, nei credenti in modo particolare, la presa di coscienza della autonomia della politica da ogni ipoteca confessionale, e il riconoscimento della sua laicità e della sua mondanità. Difficile, perché significa affermare, pur nell’ambito della comunità cristiana, un pluralismo di opzioni.
Il cristiano che fa politica deve avere non solo la compassione delle mani e del cuore, ma anche la compassione del cervello. Analizza in profondità le situazioni di malessere. Apporta rimedi sostanziali sottratti alla fosforescenza del precariato. Non fa delle sofferenze della gente l’occasione per gestire i bisogni a scopo di potere. Paga di persona il prezzo di una solidarietà che diventa passione per l’uomo. Addita, in termini planetari e senza paura, i focolai da cui partono le ingiustizie, le violenze, le guerre, le oppressioni, le violazioni dei diritti umani.
Vi auguro, pertanto, che nelle vostre mani i dispositivi di legge si umanizzino, le rigide norme istituzionali si scaldino di passione, e i gelidi rigori del sabato si sciolgano sotto il fiato di un volto che soffre. Benedite la vostra città. Tracciatele un segno di croce prima di addormentarvi la notte. Per chi crede sia un’impetrazione di grazie; per chi non crede sarà una carezza dolcissima”.

Un caro saluto

Francesco Prina