Una riflessione sull’oggi

Padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso da due giovani jihadisti, sostenitori dell'Isis, nella chiesa parrocchiale di Saint-Etienne-du-Rouvray.
Padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso da due giovani jihadisti, sostenitori dell’Isis, nella chiesa parrocchiale di Saint-Etienne-du-Rouvray.

Come cittadini, quest’anno, non possiamo andare in ferie senza una riflessione su quanto sta accadendo a livello globale. Eravamo convinti, ormai, che i precari equilibri (della guerra fredda) dello scontro ideologico tra le due ideologie globali dominanti: comunismo contro capitalismo, era stato ormai superato  nel secolo scorso. All’inizio del terzo millennio, invece, ci troviamo di fronte  all’irrompere di uno scontro violento e asimmetrico di due culture derivanti da due matrici non ideologiche, ma religiose. La deriva estremista del mondo islamico dell’ISIS  vuole dominare con la violenza sia il mondo islamico sia il mondo occidentale di matrice giudaico-cristiano.

Gli interventi armati degli USA con alcuni degli alleati NATO in Iraq e Libia in reazione al funesto attacco alle torri gemelle (11 Settembre 2001) e la “primavera araba” poi, hanno sconvolto lo scenario internazionale.Oggi, sembra di trovarci in un mondo più insicuro, più povero e senza la speranza di un futuro migliore. Se dal 2007 poi, aggiungiamo la crisi economica, sembra di essere in uno stato continuo di depressione collettiva.  Un’estate questa, piena di paure e di ansie per la sicurezza collettiva; un’estate precaria, segnata anche dalla crisi creditizia economica e finanziaria. Di fronte ad un quadro così, la tentazione di rinchiudersi nel proprio privato ed arrendersi o di passare alla sola denuncia delle contraddizioni abdicando dalla proposta, è forte.

Tuttavia, questo quadro non deve aumentare il nostro smarrimento. Un cittadino attivo e responsabile deve far leva sui principi democratici e i nostri valori etici della migliore cultura occidentale fondata sulla libertà, l’uguaglianza e la fraternità, non deve ne soccombere alla violenza dell’ISIS ne rispondere con gli stessi metodi violenti.

La deriva e la diffusione del terrorismo,  che colpisce con ferocia e imprevedibilità ogni luogo delle nostre città occidentali, è arrivato persino a colpire in una chiesa un sacerdote che stava celebrando messa. Siamo vulnerabili “anche a casa nostra”. Dobbiamo difendere la nostra civiltà, le nostre conquiste, insomma la nostra cultura con la persuasione, la prevenzione, il dialogo con i musulmani veri, affinché in modo inequivocabile isolino e sconfiggano gli estremisti violenti che nulla hanno da spartire con la loro religione. Ha ragione Papa Francesco, tutte le religioni vogliono la pace.

Oltre al plauso ai responsabili della nostra politica estera, alla nostra diplomazia, ai nostri servizi d’ intelligence e forze armate, che sovrintendono brillantemente alla nostra sicurezza, ricordiamo ai nostri alleati (USA compresa) che gli errori compiuti in medio – oriente, in nome di affari economici mascherati da giustizia vendicativa, portano a reazioni violente ed incontrollabili. La destabilizzazione del mediterraneo e della regione medio – orientale è sotto agli occhi di tutti: e di conseguenza i profughi delle diverse guerre e operazioni terroristiche poi, sono l’ulteriore grande ricaduta che dobbiamo gestire con difficoltà in questo scenario di crisi.

È ovvio che questi problemi globali devono essere affrontati a livello Europeo e non solo ad opera dei singoli stati. Qui purtroppo troviamo l’istituzione europea debole e ancora impreparata a svolgere il proprio ruolo di grande federazione in grado di mettere in comune (la politica estera, di difesa e di sicurezza) i propri servizi d’intelligence, le polizie, gli eserciti e la diplomazia. Questa è una sfida che farebbe dell’Europa un soggetto politico protagonista degli equilibri globali e non solo a traino e in balia degli eventi e decisioni presi da altre potenze dominanti.